ATTIVITA’ PROFESSIONALE

Alla fine di giugno 2026 chiuderò lo studio psicoanalitico di Milano avviato 35 anni fa. Credo che le nostre esistenze, per rimanere vitali, attraversino soglie che richiedono trasformazioni. Il mondo contemporaneo muta con rapidità crescente e ci chiede di ricercare continuamente un equilibrio tra autenticità personale e adattamento alla realtà sociale. Trasformarsi non significa abbandonare o interrompere il proprio percorso, ma mantenere una continuità interiore aprendosi, insieme, a nuove forme di vita, di lavoro e di pensiero.

La specificità della psicoanalisi consiste nel ritenere che il disagio emotivo abbia origine in conflitti inconsci, cioè in dinamiche psichiche che sfuggono al controllo volontario della persona. Questi fattori inconsci possono generare condizioni di sofferenza, disorientamento e infelicità. Talvolta si manifestano attraverso sintomi veri e propri; in altri casi prendono forma in difficoltà relazionali, affettive o lavorative, disturbi dell’umore e dell’autostima, rigidità caratteriali o patologie psicosomatiche.

La causa del malessere risiede dunque in elementi inconsci profondi e, proprio per questo motivo, i consigli di amici o familiari, la lettura di testi di auto-aiuto o altri tentativi orientati esclusivamente alla volontà cosciente producono spesso sollievi transitori. Anche gli approcci centrati unicamente sul controllo del comportamento tendono ad avere effetti limitati nel tempo. La terapia farmacologica può risultare utile nell’alleviare i sintomi, ma non interviene sulle radici conflittuali profonde del disagio.

La cura psicoanalitica mira invece a sciogliere quei nodi patogeni che incagliano l’esistenza, restituendo all’individuo la possibilità di trasformare la sopravvivenza in creatività.

Accanto al lavoro clinico, l’arte ha rappresentato da sempre una presenza costante della mia vita. La pratica artigianale della ceramica, della pittura e della scrittura costituisce per me una forma di conoscenza emotiva complementare alla parola.

Esistono infatti esperienze interiori che faticano a essere pensate o raccontate direttamente e che possono trovare espressione attraverso la materia, il gesto, il colore, le immagini. In questo senso il processo creativo non coincide con una semplice attività estetica, ma con la possibilità di dare forma a qualcosa che nasce dall’incontro tra esperienza emotiva e trasformazione.

L’arte permette talvolta di esprimere emozioni e stati interiori senza la necessità immediata di tradurli in linguaggio verbale. Proprio per questo motivo ho scelto, negli ultimi anni, di integrare sempre più profondamente il lavoro psicoanalitico con attività laboratoriali e pratiche creative nelle quali la dimensione artistica diventa uno spazio di ricerca, esperienza e trasformazione personale.