ATTIVITA’ PROFESSIONALE

lavoro da oltre venticinque anni come psicologa clinica.

mi occupo di bambini dalla più tenera età, adolescenti, adulti, coppie, gruppi.

ho iniziato in neuropsichiatria infantile a torino con livia di cagno ed i docenti della tavistock clinic di londra (anne alvarez, isca wittemberg, dilys daws), proseguito a novara con eugenio borgna e poi a milano con salvatore freni.

ho collaborato con antonio imbasciati ed alberto ugazio all’università di brescia e con umberto veronesi all’istituto dei tumori.
i miei supervisori sono stati enzo morpurgo, salomon resnik, nino ferro, donald meltzer, franco borgogno, giovanni c. zapparoli, claudio neri.

ho svolto parte della mia formazione presso l’university college di londra con peter fonagy, robert emde, horst kächeleotto kernberg; con kernberg ho svolto un ulteriore periodo di formazione sul trattamento dei disturbi di personalità a white plains, new york.

ho collaborato a numerose pubblicazioni e traduzioni: tra queste il manuale psichiatria psicodinamica di glen o. gabbard.

 
il mio analista didatta è stato eugenio gaburri.

per una decina d’anni ho lavorato in ospedale e collaborato con l’università svolgendo ricerca e didattica.

sono stata membro di una commissione della presidenza del consiglio sulla lotta alla criminalità organizzata.
alla clinica affianco un’attività seminariale, sia con incontri di formazione~supervisione per colleghi sia di divulgazione della psicoanalisi, in particolare con genitori di bambini ed adolescenti.

sono membro di diverse società scientifiche in quanto ritengo il confronto quale parte fondamentale della formazione permanente.

per me la psicoanalisi è innanzitutto un modo di pensare alla persona; questo si traduce, in termini pratici, nel tentativo di un trattamento personalizzato per ciascun individuo. faccio del mio meglio per creare un’atmosfera di lavoro al contempo amichevole e professionale, dove il paziente si possa sentire al centro di un percorso che costantemente si adatti ai suoi propri bisogni, in un clima di fiducia e collaborazione.

la specificità della psicoanalisi è quella di ritenere che il disagio emotivo nasca da conflitti inconsci, ovvero che sfuggono al controllo volontario della persona.

questi fattori inconsci possono essere causa di condizioni stressanti e d’infelicità. talvolta si manifestano come sintomi veri e propri, in altri casi determinano tratti di personalità problematici, difficoltà lavorative, affettive e relazionali, disturbi dell’umore o dell’autostima, malattie psicosomatiche.
la causa del malessere è determinata dunque da elementi patogeni inconsci e per questo motivo i consigli di parenti o amici, la lettura di libri d’auto-aiuto ed altri tentativi del genere sono destinati a non dare sollievo. anche le psicoterapie orientate al controllo dei comportamenti hanno esiti in genere di breve durata. la terapia farmacologica può essere utile per alleviare i sintomi, ma nulla può sulle radici conflittuali profonde problema in sé.

la cura psicoanalitica mira a sciogliere quei nodi patogeni che incagliano l’esistenza di un individuo in un percorso dalla sopravvivenza alla creatività.